sabato 16 febbraio 2013

Lots of FUN!

Lots of FUN! -  Palude Brabbia

sabato 5 gennaio 2013

Reaching Schiapparelli...

Take this road to get to the observatory Schiapparelli

Alta Vaformazza, so beautiful!

What can i say?  Whatch this  http://www.youtube.com/watch?v=SthzjrYttVw
 
 


 

martedì 11 dicembre 2012

La serenità è ascoltare tra piante e cespugli la voce del vento e sentirsi parte dell'universo. Anonimo

venerdì 21 settembre 2012

Airone Cenerino (Ardea Cinerea)

E' piuttosto difficile vedere un airone da vicino e ancora di più riuscire a fare delle foto accettabili perchè è molto timido e pauroso. Spesso quando se ne vede uno, non è improbabile vederne contemporaneamente un altro nelle vicinanze. 
Bella la descrizione di seguito...
 



Il cenerino è un airone di grandi dimensioni (1 m), ha  livrea grigia (da cui il nome), collo e testa bianchi con una elegante striscia nera dall’occhio alla punta della lunga egretta. Il becco lungo, robusto e affilato è giallastro mentre le zampe sono brunaste; entrambi assumono colorazione rossastra all’ inizio della stagione riproduttiva. Maschio e femmina sono simili. I giovani hanno piumaggio caratterizzato da numerose macchie più chiare sul collo. Si nutre di pesci, anfibi, rettili e occasionalmente anche di piccoli mammiferi e molluschi acquatici. La migrazione è parziale; solo le popolazioni più settentrionali migrano ai tropici, nelle nostre zone è ormai stanziale.

Frequenta per alimentarsi le zone di coltura “umide”, come marcite e soprattutto risaie, ma anche canali e fiumi con rive boscose, laghi e coste marine. Nel mese di marzo, nidifica in colonie con garzette e nitticore  tra alberi di alto fusto.

Si nutre preferibilmente di giorno,isolato o in gruppetti, camminando nelle acque basse o attendendo immobile che le prede capitino a tiro dell’appuntito becco. (fonte: Progetto Life Natura -Provincia di Pavia)

giovedì 20 settembre 2012

Gli Orridi di Uriezzo - un viaggio nell'era glaciale

Fare questa escursione è davvero emozionante, significativa la percezione del tempo.   
 
 
Durante l'ultima glaciazione la Valle Antigorio era occupata dall'esteso Ghiacciaio del Toce, con uno spessore di oltre 1.000 metri: lo strato di ghiaccio era così potente che solo le cime più alte emergevano.
 

In questo tratto di valle l'imponente azione di modellamento e di erosione operata dai ghiacciai e dai torrenti del passato ha lasciato segni così grandiosi e complessi, e insieme così evidenti, come raramente nelle Alpi si possono trovare.


L'azione erosiva si è spinta a tal punto che in meno di 3 km l'imponente gradino roccioso di Premia venne inciso per una profondità di 160 metri. Ma l'espressione più evidente dell'azione erosiva sono gli Orridi di Uriezzo, profonde incisioni in roccia scavate dall'antico sistema di torrenti che scorrevano sul fondo del ghiacciaio che percorreva in passato la valle.

 
Con il ritiro dei ghiacciai, l'andamento della locale rete idrografica si è sensibilmente modificato: la peculiarità degli Orridi di Uriezzo consiste proprio nel fatto che il torrente che li ha modellati ora non percorre più queste strette incisioni, pertanto è possibile camminare agevolmente all'interno di esse. (fonte Comunità Montana Valli dell'Ossola) 

martedì 18 settembre 2012

Le marmotte del Rifugio Marialuisa

Avevo sempre desiderato fotografare le marmotte da vicino, ma come mi avvicinavo si scambiavano i fischietti d'allerta e poi c'era il fuggi fuggi .In quest'occasione vicino al Rifugio Marialuisa sono stata più fortunata, non avevo mai trovato delle star dell'obiettivo come queste!
 
 
 La marmotta è vegetariana, si nutre di erbe e graminacee, germogli e radici, fiori, frutta e bulbi. Ama in particolare le erbe aromatiche.
 
 
Alle marmotte piace stare in compagnia, ma non si allontanano mai dalla propria tana 
 

La marmotta va in letargo verso la fine di settembre, inizio ottobre, poi col tepore dei giorni primaverili di fine marzo inizio aprile fa di nuovo capolino.  

lunedì 3 settembre 2012

Ticino, il fiume azzurro

Nasce, dal passo di Novena a metri 2440, in Svizzera. Forma il lago Maggiore, dal quale esce a Sesto Calende. E' soprannominato fiume azzurro per la limpidezza delle sue acque e dal Lago Maggiore fino alla sua confluenza nel Po' nei pressi di Pavia, conta 110 km.
 
 
La Valle del Ticino vista da Tornavento. Arrivando da Milano e poco prima di giungere al Ponte di Ferro per Oleggio, sulla destra c'è Tornavento. Vale la pena fermarsi e godere del belvedere proprio davanti alla chiesa. C'è una bella passeggiata da fare, a piedi o in bici, per apprezzare tutte le strategie idrauliche della gestione delle acque del Ticino nei canali.
Canale a Tornavento
 


Ticino...and LOVE
 
Garzetta

Ticino...il fiume delle Libellule azzurre...

Famiglia di cormorani

Egeria Densa
Impareggiabile la grazia dei delicati fiori di questa pianta acquatica che popola le zone acquitrinose delle rive del Ticino, l'Egeria  Densa, conosciuta anche come Elodea Densa.

E' una pianta acquatica perenne, fluttuante, ha steli sottili, lunghi anche fino a 5 m . e costellati di una fitta serie di foglie oblunghe molto apprezzate dagli avannotti come rifugio. Nella stagione estiva i fiori bianchi e di piccole dimensioni escono graziosamente dalla superficie dell'acqua.
La Podalirio
Grandi ali bellissime con strisce nere che si ripetono simmetricamente da una parte all'altra.
Le ali posteriori hanno macchie arancioni e azzurre, con lunghe affascinanti code. Ha un'apertura d'ali 6-8 cm.
Ama i fiori con una corolla tobulare per inserirvi la proboscide e succhiare il nettare che si trova in fondo al fiore.
A causa dell’agricoltura intensiva nelle nostre regioni è una farfalla che diventa sempre più rara, ma il Parco Ticino è un buon habitat per questi Podalirio.



WALKING ALONG THE RIVER OF LIFE - Beautiful evening in Castelletto Ticino under the snow

Il lago di Morasco


Lasciando la graziosa Riale alle spalle per salire verso l'imponente diga lunga 525 m. si viene accolti dalla bellezza e dalla grazia del lago di Morasco. Ci sono dei giorni in cui il verde che distingue questo lago è davvero magico e indescrivibile. Non si può restare indifferenti davanti a quella sfumatura di solfato di rame...le parole si spengono e il cuore si apre...

D'inverno il lago ferma il tempo nell'immobilità del ghiaccio rimandando al cielo e alle cime che l'abbracciano la gloria e la luce del colore delle perle, mentre la neve che assorbe ogni suono ci lascia  nell'ovattato silenzio all'ascolto di noi stessi.






 
 

 

domenica 2 settembre 2012


Un grazie e un affettuoso saluto agli scarponcini della decathlon che mi hanno accompagnata sulla cima dei monti a toccare il cielo, fra la sabbia, l'erba, i fiori, i ruscelli e le marmotte. Qualche volta anche a fare la spesa a esselunga...I love you. 

La graziosa Riale



Fra le cime delle Alpi Occidentali, là dove sono coperte di un verde che toglie il respiro, c'è Riale, piccola,e graziosa, ultima mèta ove lasciare l'auto a 1740 m. e proseguire a piedi. Non molto tempo fa per raggiungerla bisognava risalire molti tornanti dalla vista mozzafiato, oggi è molto più facile grazie alla nuova galleria.


 

giovedì 29 marzo 2012

Le Pleiadi, le belle sette sorelle


Anche i miei occhi miopi in una limpida sera di inizio primavera sono riusciti a scorgere quello a prima vista appare come un leggero fiocchetto di cotone. L'ammasso delle Pleiadi è osservabile facilmente se si sa dove guardare e se si usa uno zoom si possono contare ben più di sette stelle, infatti si ritiene che l'ammasso contenga 800 masse solari. Naturalmente ci sono miti e le leggende sulle Pleiadi e i nomi delle 'sorelle' in ogni parte del mondo, ma a me piace ricordare che in giapponese le Pleiadi si chiamano Subaru come la nota casa automobilistica.

 

mercoledì 28 marzo 2012

La cintura di Orione


La costellazione di Orione è una delle più semplici da riconoscere nelle osservazioni serali da novembre a maggio. Io la vedo sempre dalla mia cucina appena sopra i tetti delle case che stanno di fronte. Questa bellissima costellazione è visibile a tutti i popoli della terra.
A parte Rigel, Betelgeuse e Bellatrix, nella punta della sua 'spada' che la nebulosa che mi affascina di più di ogni altra, la Nebulosa di Orione che mi ha rivelato, per prima, le luci e i colori delle stelle.

domenica 27 giugno 2010

La valle dei fiori

C'era una volta un bambino che viveva vicino ad una valle e che aveva l'abitudine lasciarsi incantare dal suono che faceva eco dall'altra parte della valle ogni volta che gridava ad alta voce. Immaginava che ci fosse un altro ragazzino come lui che abitava dall'altra parte della valle. Quello che era cominciato come un gioco divertente si era presto trasformato in qualcosa di ostile.


"Ti odio!" gridava. "Ti odio!" "Ti odio!" rispondeva l'eco.
"E' un tipo orribile, lo odio!" si lamentava il piccolo con sua madre.
"Almeno per una volta, perchè non provi a dirgli 'Ti voglio bene'?", gli suggerì un giorno sua madre.
Il bambino accettò a malincuore e superando il suo odio, gridò nella valle a quanto più non posso: " ti voglio bene!"
Venne la risposta: "ti voglio bene! Ti voglio bene!"

Il ragazzo si precipitò di corsa da sua madre per annunciare emozionato: "Mamma, ho un amico d'altra parte!"

La nostra mente è come la valle di questa storia. Tutti i pensieri 'rimbalzano' rinforzando l'origine del pensiero che li ha generati. E' importante avere sempre dei pensieri puri.

martedì 26 gennaio 2010

L'offerta del Mantra dei Fiori

Mantra Pushpam
(Il fiore dei Canti Vedici)


È consuetudine recitare il Pushpam Manthra, o una versione più breve, a conclusione di tutti i principali rituali di preghiera nei templi e delle puja . Spesso si offrono i fiori (pushpam) alle divinità in questo momento. Ad Amritapuri viene recitato occasionalmente durante la Pada Puja.
Fa parte delle scritture chiamate Surya Namaskara Prasnam ed è considerato non solo un elogio alla divinità suprema, ma anche un canto sull’origine e l’evoluzione delle forze naturali come l'acqua, l’aria, fuoco, la terra, il Sole e le stelle.






Chi conosce i fiori dell’acqua ,
Possiede i fiori, fanciulli e bestiame,
Chi conosce la fonte dell’acqua, dimora nel Sé.

La Luna è il fiore dell’acqua, e chi lo sa,
possiede fiori, bambini e bestiame ,

Il fuoco è la fonte dell’acqua, e chi lo sa, dimora nel Sé.
L’ acqua è la fonte del fuoco, è chi lo sa, dimora nel Sè.
Chi conosce la fonte dell’acqua, dimora nel Sè .

L’aria è la fonte dell’acqua, e chi lo sa, dimora nel Sé ,
L’acqua è la fonte dell’aria, e chi lo sa, dimora nel Sé,
Chi conosce la fonte dell’acqua, dimora nel Sé

Il sole cocente è la fonte dell’acqua, e chi lo sa, dimora nel Sé.
L’acqua è la fonte del sole cocente, e chi lo sa dimora nel Sé.
Chi conosce la fonte dell’acqua dimora nel Sé.

La luna è la fonte dell’acqua e chi lo sa dimora nel Sé.
L’acqua è la fonte della luna, e chi lo sa, dimora nel Sé.
Chi conosce la fonte dell’acqua , dimora nel Sé.

Le stelle sono la fonte dell’acqua, e chi lo sa, dimora nel Sé.
L’acqua è la fonte delle stelle, e chi lo sa, dimora nel Sé.
Chi conosce la fonte del’acqua, dimora nel Sé.

Le nubi sono la fonte dell’acqua, e chi lo sa dimora nel Sé.
L’acqua è la fonte delle nubi, e chi lo sa, dimora nel Sé.
Chi conosce la fonte dell’acqua, dimora nel Sé.

La stagione delle piogge è la fonte dell’acqua, e chi lo sa, dimora nel Sé.
L’acqua è la fonte della stagione delle piogge, e chi lo sa dimora nel Sé.

Chi sa che c’è una zattera disponibile, dimora in quella zattera.



mercoledì 16 dicembre 2009

Le quattro candele


Le quattro candele bruciavano lentamente, l’atmosfera era così sottile che le si potevano sentire parlare.

La prima candela disse: "Io sono la Pace, ma in questi giorni, nessuno mi vuole tenere accesa.” Quindi fiamma della Pace diminuì lentamente fino a spegnersi completamente.
La seconda candela disse: "Io sono la Fede, ma in questi giorni, non sono indispensabile". Quindi la fiamma della fede diminuì lentamente fino a spegnersi.


La terza candela disse: " Io sono l’Amore e non ho più la forza per restare ancora accesa. Le persone mi mettono da parte e si dimenticano di amare persino coloro che sono vicini” e la candela si spense completamente.

Entrò nella stanza un bambino e vedendo le tre candele spente cominciò a piangere. “Perché non bruciate? Dovreste restare accese fino alla fine!”

Si fece avanti la quarta candela che disse al bambino: “Non temere, sono la Speranza e finché sono ancora accesa possiamo riaccendere le altre candele.” Con gli occhi luminosi di gioia il bimbo prese la candela della Speranza e riaccese tutte e tre le candele.

Fate che la fiamma della Speranza non si spenga mai e la Pace, la Fede e l’Amore brilleranno sempre nella vostra vita.

giovedì 26 novembre 2009

Bhagavath Geetha e il cesto del carbone


C’era una volta un vecchio contadino che viveva in una fattoria sulla montagna insieme al giovane nipote. Ogni mattina il nonno si alzava presto per sedersi in cucina a leggere la Bhagavath Geetha. Suo nipote desiderava essere proprio come lui e provava ad imitarlo in ogni cosa.
Un giorno il nipote disse: “ Nonno, provo a leggere la Bhagavath Geetha esattamente come fai tu, ma non la capisco e quello che capisco lo dimentico non appena chiudo il libro. A che serve leggere la Bhagavath Geetha? "
Il nonno che stava mettendo il carbone nella stufa si girò con calma e chiese: “Porta questo cesto per il carbone al fiume e riportamelo pieno d’acqua. “
Il ragazzo fece quello che gli fu chiesto, ma tutta l’acqua colò fuori dalla cesta ancor prima che arrivasse a casa. Ridendo il nonno gli disse: “ La prossima volta prova a correre un po’ più veloce “ e lo mandò di nuovo al fiume con la cesta per riprovare. Questa volta il ragazzo corse ancora più di fretta, ma il cesto era di nuovo vuoto ancor prima che arrivasse a casa. Senza fiato disse al nonno che era impossibile postare l’acqua in quel modo e che sarebbe stato necessario un secchio.
L’anziano rispose: “Non voglio un secchio d’acqua, voglio un cesto d’acqua. Non ti stai impegnando abbastanza “ e uscì dalla porta per vedere il ragazzo riprovare.
A questo punto il ragazzo pur sapendo che sarebbe stata un’impresa impossibile volle dimostrare al nonno che l’acqua sarebbe colata via ancor prima di raggiungere casa.
Immerse la cesta nel fiume e corse veloce, ma quando arrivò il cesto era di nuovo vuoto. Senza fiato disse: “ Vedi nonno, è inutile!”
"Perché pensi che sia inutile?” disse l’anziano, “ Guarda il cesto.” Il ragazzo guardò il cesto e per la prima volta si rese conto che era diverso. Era stato trasformato da uno sporco vecchio cesto di carbone in un cesto pulito dentro e fuori.
"Figlio, succede la stessa cosa quando si legge la Bhagavath Geetha. Si potrebbe non capire o ricordare tutto, ma quando la si legge si viene trasformati, dentro e fuori.

domenica 28 giugno 2009

Vivere con consapevolezza

Un giorno Buddha era in profonda meditazione sulle occupazioni mondane e il modo per instillare bontà negli esseri umani.





Gli si avvicinò uno dei suoi discepoli che umilmente chiese: “ Oh mio Maestro! Poichè sei tanto preoccupato per il mondo e per gli altri, perché non ti prendi cura anche del benessere e delle esigenze dei tuoi discepoli?“
Buddha: "OK... Dimmi in che modo ti posso aiutare."
Discepolo: "Maestro! La mio abito è logoro oltre decenza. Potrei averne uno nuovo per favore?"
Buddha constatò che la tunica era davvero molto lisa ed era necessario sostituirla. Chiese all’incaricato del magazzino di fornire al discepolo una nuova tunica da indossare. Il discepolo ringraziò Buddha, e si ritirò nella sua camera.
Dopo poco Buddha andò dal discepolo e gli chiese: “E’ comodo il tuo nuovo abito? Hai bisogno di qualcos’altro?”
Discepolo: "Grazie mio Maestro. L’abito è davvero molto comodo e non ho bisogno di nient’altro.”
Buddha: "Avendo ricevuto una tunica nuova cosa ne hai fatto di quella vecchia?” Discepolo: "La sto usando come copriletto.”
Buddha: "Allora, …..spero che ti sei liberato del tuo vecchio copriletto."
Discepolo: "No….no, Maestro. Sto usando il mio vecchio copriletto al posto della tenda.”
Buddha: “ E che ne è stato della tua vecchia tenda? “
Discepolo: "Viene usata per maneggiare gli utensili bollenti in cucina.”
Buddha: "Oh.. capisco….Mi sai dire che ne è stato del vecchio straccio che usavano in cucina?"
Discepolo: "Lo usano per lavarci il pavimento.”
Buddha: "E allora…il vecchio straccio usato per per lavare il pavimento….?"
Discepolo: "Maestro, era talmente sfilacciato che non si poteva trovare modo migliore per farne buon uso altro che come stoppino per la lampada ad olio, che ora sta illuminando il nostro studio….”
Buddha sorrise con soddisfazione e se ne andò nella sua camera.



venerdì 19 giugno 2009

L'esperienza del silenzio

Un uomo si recò da un monaco di clausura.
Gli chiese: "Che cosa impari mai dalla tua vita di silenzio?".
Il monaco stava attingendo acqua da un pozzo e disse al suo visitatore: "Guarda giù nel pozzo! Che cosa vedi?".
L'uomo guardò nel pozzo. "Non vedo niente".
Dopo un po' di tempo, in cui rimase perfettamente immobile, il monaco disse al visitatore: "Guarda ora! Che cosa vedi nel pozzo?".
L'uomo ubbidì e rispose: "Ora vedo me stesso: mi specchio nell'acqua".
Il monaco disse: "Vedi, quando io immergo il secchio, l'acqua è agitata. Ora invece l'acqua è tranquilla. E questa l'esperienza del silenzio: l'uomo vede se stesso!".